Dal 21 giugno all’8 luglio 2018
Dieci donne nigeriane sfuggite alla schiavitù e alla drammatica esperienza della tratta di esseri umani, raccontano le loro storie attraverso la fotografia. Invertendo la classica narrazione fotografica Voice of Freedom mette le vittime dietro la macchina fotografica, anziché davanti all’obiettivo, offrendo così l’opportunità di raccontare in prima persona e con la propria sensibilità il vissuto di ciascuna. Il risultato di questo lavoro è stato straordinario sia per la qualità delle foto che per il percorso di rielaborazione compiuto dalle donne stesse.
Le immagini in mostra e le drammatiche narrazioni che le accompagnano, oltre a colpire per un profondo e commovente valore artistico, rappresentano una significativa testimonianza sul tema della tratta degli esseri umani. Una volta giunte in Italia, dopo strazianti viaggi dall’Africa, queste donne sono diventate prigioniere di trafficanti e schiavisti e spesso costrette alla prostituzione. Sono poi riuscite ad uscire da questa situazione grazie all’Associazione Piam Onlus di Asti che le ha accolte ed aiutate.
La mostra, allestita presso la Sala ‘900 di palazzo San Daniele del Polo del ‘900, sarà inauguratail 20 giugno alle ore 18,00, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato.
Saranno presenti le dieci artiste, Leila Segal, direttore di Voice of Freedom, Alberto Mossino e Princess Okokon operatori dell’Associazione Piam onlus.
La mostra è prodotta da Voice of Freedom, un’organizzazione con sede nel Regno Unito che utilizza la fotografia partecipativa per lavorare con donne vittime della tratta.
Alcune mostre prodotte dal Museo sono disponibili al noleggio. Per verificare la possibilità di noleggio o per chiedere informazioni aggiuntive, è possibile compilare il form sottostante.