Le pietre d’inciampo entrano in classe: al via le candidature per il progetto didattico 2026/27
Le pietre d’inciampo entrano in classe: al via le candidature per il progetto didattico 2026/27

A Torino la memoria delle vittime del nazifascismo non vive solo nei musei, ma sotto i nostri piedi, lungo le strade di ogni giorno. E sempre più spesso sono le scuole a prendersene cura: ogni anno decine di classi lavorano intorno alle pietre d’inciampo, trasformandone il ricordo in un percorso di ricerca, scoperta e cittadinanza.

 

Il progetto didattico dedicato

Il Museo Diffuso della Resistenza propone il progetto didattico integrato Pietre d’inciampo Torino.

Il progetto è rivolto all’ultimo anno delle scuole primarie e alle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Le classi selezionate non si limitano a studiare: diventano ricercatrici. Attraverso documenti, fotografie, mappe, contributi video e la consultazione di banche dati, gli studenti ricostruiscono le vicende di uomini e donne perseguitati e deportati e si interrogano sul senso della deportazione nel contesto italiano e torinese. Il percorso si concluderà con una presentazione del proprio lavoro al pubblico in un momento aperto alla cittadinanza.

 

I lavori di quest’anno

Nell’anno scolastico appena concluso il progetto ha accompagnato le classi fino a una serie di restituzioni finali ospitate dal Museo tra maggio e giugno, aperte al pubblico. Con esiti diversi e sorprendenti: la storia si è fatta musica, teatro, immagine e parola.

La classe 2C della Scuola Media Pola (Istituto Comprensivo Padre Gemelli) ha realizzato «Custodi di memoria», un lavoro dedicato alla storia di Lidia Passigli, ex direttrice dell’ospizio israelitico di Torino: gli studenti hanno raccontato la vicenda della deportazione attraverso la musica, la recitazione e la danza. La classe 5A della Scuola Primaria Aldo Mei ha firmato «Memorie in cammino… istantanee che restano», sulla pietra di Marco Fano, mentre la classe 3B della Scuola Media D. Carutti di Cumiana ha presentato «Memoria viva: Fausto Gavazzeni, il partigiano Rossi». Al lavoro si sono aggiunte, tra le altre, le classi del Liceo Scientifico Einstein e dell’Istituto Giulio, che hanno restituito le storie delle vittime a partire dalle pietre della loro città.

 

Contatti

Gli insegnanti che desiderano portare la propria classe dentro questo percorso possono scrivere a didattica@museodiffusotorino.it o telefonare al 011 1951 0706.