Si è aperto giovedì 14 maggio, davanti a un pubblico numeroso, il primo appuntamento di Controcampo — il ciclo di film e dibattiti che il Museo Diffuso della Resistenza propone tra maggio e giugno 2026.
La serata è stata dedicata alla proiezione di Quattro figlie (Les filles d’Olfa) di Kaouther Ben Hania, candidato all’Oscar 2024 come miglior documentario e vincitore de L’Œil d’or al Festival di Cannes 2023. Il film, ibrido fra cinema del reale e finzione, ricostruisce la vicenda di Olfa Hamrouni, madre tunisina di quattro figlie: le due maggiori, scomparse nell’orbita del salafismo radicale negli anni successivi alla rivoluzione del 2011, e le due minori, ancora oggi al fianco della madre.
La proiezione è stata introdotta a due voci da Alessandra Marchi, ricercatrice del dipartimento di scienze politiche e sociali dell’Università di Cagliari, e da Enrico Verra, regista e critico cinematografico. Marchi ha portato in sala il contesto sociale e culturale della Tunisia post-rivoluzione e i percorsi di radicalizzazione; Verra ha messo a fuoco il dispositivo cinematografico costruito da Ben Hania, in cui realtà e rappresentazione si guardano reciprocamente.
Dopo la proiezione il dialogo si è esteso al pubblico. La conversazione è proseguita poi alla caffetteria del Polo del ‘900 nell’apericena di chiusura serata.
Ringraziamo chi era con noi, chi ha portato una domanda, chi è rimasto alla tavolata.
Prossimo appuntamento
Controcampo torna giovedì 21 maggio, alle 18.30, sempre all’auditorium del Polo del ‘900, con l’economista Pietro Garibaldi (Università di Torino, Collegio Carlo Alberto) e una conversazione sull’articolo 1 della Costituzione e sulle trasformazioni del lavoro, nell’anno dell’80° anniversario della Repubblica.
Quando. Giovedì 21 maggio 2026, ore 18.30.
Dove. Auditorium del Polo del ‘900, Via del Carmine 14, Torino.
Apericena. Caffetteria del Polo del ‘900, dalle 20. Contributo 10 € da versare in loco.
Come partecipare. Posto in sala: prenotazione gratuita. Apericena: prenotazione separata.
Tutte le info qui: Pietro Garibaldi