Controcampo · il racconto della seconda serata
Controcampo · il racconto della seconda serata

Più occupati, ma in un’economia che non cresce. Il lavoro secondo Pietro Garibaldi.

Giovedì 21 maggio, all’auditorium del Polo del ‘900, il secondo appuntamento di Controcampo: una conversazione sull’occupazione, fra dati italiani e confronto europeo.

 

Si è tenuto giovedì 21 maggio il secondo appuntamento di Controcampo, il ciclo di film e dibattiti del Museo Diffuso della Resistenza. Ospite della serata l’economista Pietro Garibaldi, che ha messo al centro un tema — l’occupazione, prendendo in considerazione anche quella giovanile — il tutto letto alla luce dell’articolo 1 della Costituzione: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”.

Garibaldi ha scelto un metodo comparativo: leggere i dati italiani affiancandoli a quelli di altri Paesi europei, in particolare Francia e Germania. Da quel confronto è emerso un quadro più complesso di quello che i titoli di giornale restituiscono.

I dati sull’occupazione, ha riconosciuto Garibaldi, segnano una crescita. Ma è una crescita che va guardata da vicino: convive con un’economia che, nel suo complesso, non cresce. Più persone al lavoro, dunque, dentro un Paese che resta fermo — un paradosso solo apparente, che Garibaldi ha spiegato con un concetto preciso.

Quel concetto è il mismatch: il disallineamento fra le competenze delle persone e le opportunità di lavoro effettivamente disponibili. Quando ciò che il mercato del lavoro domanda e ciò che le persone sanno fare non si incontrano — ha osservato Garibaldi — siamo davanti a una forma di malfunzionamento strutturale, non a un semplice problema di breve periodo.

In questo quadro l’Italia mostra una fragilità specifica. Sul fronte dei NEET — i giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in un percorso di formazione — il nostro Paese registra i dati peggiori rispetto a Francia e Germania. Un divario che racconta di occasioni mancate e di percorsi che si interrompono troppo presto.

Due fattori, infine, hanno attraversato il ragionamento. Il primo è l’intelligenza artificiale, destinata a ridisegnare in profondità competenze e mansioni. Il secondo è la denatalità: un Paese che fa pochi figli è anche un Paese che cambia la forma del proprio lavoro futuro.

La conversazione è proseguita con le domande del pubblico e con l’aperitivo conviviale alla caffetteria del Polo del ‘900.

Prossimo appuntamento. Controcampo torna giovedì 4 giugno con Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE: una conversazione sul diritto alla salute e sull’articolo 32 della Costituzione.