MOSTRA TEMPORANEA
MOSTRA TEMPORANEA

Tempo di guerra. A scuola sotto le bombe

Un nuovo percorso espositivo dentro l’allestimento del Museo Diffuso

Come si faceva scuola a Torino negli anni della guerra? Una nuova sezione dell’allestimento permanente del Museo Diffuso prova a rispondere, ricostruendo la realtà e le difficili condizioni di sopravvivenza delle scuole torinesi durante il conflitto.

 

Una nuova sezione dell’allestimento permanente

L’allestimento permanente del Museo si arricchisce di un nuovo percorso temporaneo espositivo: «Tempo di guerra. A scuola sotto le bombe», realizzato in collaborazione con la Rete degli Archivi della Scuola, Istoreto e Musei Scuola. La mostra illustra la realtà — e le difficili condizioni di sopravvivenza — delle scuole torinesi durante gli anni di guerra.

Scuola e regime: un rapporto stretto

Il legame tra scuola e fascismo è stato, per vent’anni, molto più che un’ombra di fondo. Il controllo politico del corpo docente, l’assoggettamento ideologico di studenti e studentesse avviati fin dalla prima infanzia a ruoli subalterni, la pratica sistematica dell’obbedienza: sono tratti che si affermano di pari passo con il consolidamento del regime, mentre ogni forma di opposizione viene eliminata e il consenso diventa un obiettivo da radicare in profondità.

All’interno delle aule, questo disegno si traduce in una progressiva militarizzazione dell’infanzia, attraverso modelli e rituali mutuati dalla vita militare, che dalla scuola si propagano all’intera società civile.

Dalla pedagogia della guerra alla guerra vera

Con il passare degli anni questa impostazione si struttura in una vera e propria pedagogia della guerra, che dalla metà degli anni Trenta diventa asse portante dell’educazione nelle organizzazioni giovanili e nelle scuole. Corre in parallelo alle avventure coloniali e all’intervento nella guerra di Spagna, e prepara il terreno a quanto sarebbe accaduto di lì a pochi anni.

Con l’entrata in guerra dell’Italia, il 10 giugno 1940, il conflitto mostra il suo volto devastante anche sulle popolazioni civili e non risparmia studenti e studentesse di ogni ordine e grado.

Quando gli studenti «lasciano la scuola»

Nell’autunno del 1943 vengono chiamate alle armi le classi 1923, 1924 e 1925: sono gli studenti degli ultimi anni delle superiori. Nel febbraio del 1944 i bandi prevedono addirittura la pena di morte per chi si sottrae alla leva. È in quei mesi che molti smettono di frequentare: «lasciano la scuola». Circa la metà dei coscritti si sottrae in varie forme alla chiamata — nascondendosi, eclissandosi — e un numero crescente aderisce al movimento partigiano.

Visitare la mostra

«Tempo di guerra. A scuola sotto le bombe» è visitabile negli orari e nei giorni di apertura del Museo, all’interno del percorso permanente.

 

In collaborazione con

Rete degli Archivi della Scuola · Istoreto · Servizio Musei Scuola della Città di Torino.