Mostra Tempo di Guerra – A scuola sotto le bombe: i curatori raccontano
Mostra Tempo di Guerra – A scuola sotto le bombe: i curatori raccontano

L’allestimento permanente del Museo si è arricchito di un nuovo percorso espositivo: la mostra “Tempo di guerra. A scuola sotto le bombe”, realizzata in collaborazione con la Rete degli Archivi della Scuola, Istoreto e Musei Scuola, illustra la realtà – e le difficili condizioni di sopravvivenza – delle scuole torinesi durante gli anni di guerra.

Il rapporto tra scuola e regime fascista fu molto stretto: il controllo politico del corpo docente, l’assoggettamento ideologico degli studenti e delle studentesse, avviate sin dalla prima infanzia a ruoli subalterni, e la pratica sistematica dell’obbedienza si affermano parallelamente alle tappe di consolidamento del regime, impegnato a radicare il consenso dopo aver eliminato ogni forma di opposizione.

Nel contesto scolastico ciò si traduce nella progressiva militarizzazione dell’infanzia, mediante l’adozione di modelli e rituali mutuati dalla vita militare, che si propagano progressivamente all’intera società civile. Con il passare degli anni, questa impostazione si concretizza in una vera e propria pedagogia della guerra, che diviene un asse portante dell’educazione nelle organizzazioni giovanili e nella scuola a partire dalla metà degli anni Trenta in sintonia con l’avvicinarsi delle avventure coloniali e con l’intervento nella guerra di Spagna.

Con l’entrata in guerra dell’Italia il 10 giugno del 1940 la guerra mostra il suo volto devastante anche per le popolazioni civili e quindi non risparmia nemmeno studenti e studentesse di ogni ordine e grado.

Nell’autunno del 1943 vengono chiamate alle armi le classi 1923 – 1924 – 1925 che riuniscono gli studenti degli ultimi anni delle superiori e nel febbraio del 1944 vengono emanati i bandi che prevedono la pena di morte per coloro che si sottraggono alla leva. È in quel periodo che gli studenti chiamati alle armi smettono di frequentare: “lasciano la scuola”. Circa la metà dei coscritti si sottrae in varie forme alla chiamata, eclissandosi e restando nascosti oppure aderendo, nel procedere dei mesi, al movimento partigiano.

La mostra, visitabile negli orari e nei giorni di apertura del Museo, sarà presentata ufficialmente al pubblico il prossimo giovedì 9 aprile alle ore 16.30 mediante una visita guidata speciale condotta dai curatori Federica Ceriani e Riccardo Marchis: un’occasione preziosa di riflessione e approfondimento delle tematiche cardine del percorso espositivo, prenotabile a questo link.

Al termine della visita, previa prenotazione all’apposito link, sarà possibile partecipare all’incontro con Monica Perosino, inviata di guerra in Ucraina per conto del quotidiano “La Stampa”, che si terrà presso l’Auditorium del Polo del ‘900 alle ore 18.00.